La poesia del campo in terra battuta

Adesso c’è il campo in sintetico, lo scarpino colorato, molto fashion”,  che parte da un prezzo minimo di 200€, l’abbigliamento perfetto che ti permette di non sudare l’estate e non sentire freddo d’inverno, l’alimentazione è studiata a tavolino con le fibbre e i grassi pesati nel dettaglio, spogliatoi con acqua calda nelle docce, la Federazione manda arbitro e guardalinea …prima no, o almeno fino a quache anno fa, non era così.
I campi che ho calcato io, da “terzinaccio”, erano tutti come quello della foto, in terra battuta, dove con una scivolata ti “abrasavi” gambe, ginocchia, braccia, deretano e le croste ti duravano una stagione intera!
Gli scarpini erano per la maggiore i “Barbagrigia” di colore nero, le divise erano di lana caprina che era un miracolo non svenirci dentro l’estate, la mattina della partita c’era “Ovomaltina” oppure lo zabaione e quando c’erano gli allenamenti minimo una “cofana” di pasta a pranzo per stare in “forma”, le docce erano con acqua tiepida e agli sfortunati che toccava per ultimi la “gioia” di farsela fredda!
L’arbitro non aveva il supporto del guardalinea, compito che aspettava a qualche genitore che si trascinava avanti e indietro rischiando la vita per tutto il tempo dell’incontro.
Ora vedi i ragazzi che giocano a pallone sono quasi tutti fenomeni, quello più “pippa” fa l’aurelio e palleggia per ore senza fermarsi.
Prima invece ce ne era uno forte, uno discreto e il resto si era tutti “cagnacci”onesti ma senza lode.
Ricordo che in una partita, vincevamo 3-0, il Mister, aveva la buona creanza, di utilizzare tutti i giocatori nella partita della domenica, il suo obiettivo era quello di far divertire tutti, entrò un mio amico che riuscì a ribaltare il risultato facendoci pareggiare 3-3 nell’arco di dieci minuti. Provocò due rigori e fece un autogol…ho ancora in mente il Mister degli avversari che incitava i suoi, con la bava alla bocca, a puntare il mio “sfortunato” amico, ancora oggi, quando ci incontriamo ricordiamo quella memorabile giornata 🙂 .
Gli allenamenti tecnici credo non si usino neppure più,  il ragazzino va al campo con in testa già i colpi provati con la PS o la XBOX  🙂  … io se riuscivo a fare dieci palleggi di fila era un miracolo, avevo solo una dote, correvo e non mi fermavo, infatti ero un “terzinaccio” che attendeva, “stendeva” e ripartiva…poi capii che non era la mia strada il calcio, ed appesi gli scarpini al chiodo alla “veneranda” età di 17 anni, chiusi in bellezza però, durante l’ultima partita, stesi un pennellone del Villa Bonelli e credo di avergli interrotto la carriera….

[Foto:Wasowski]

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