Tagliacozzo

Tagliacozzo volto santoPaese della Marsica, a 750 m.s.l.m in provincia dell’Aquila. Il nome deriva da due termini latini Talus e Cotium, ovvero taglio nella roccia. Il borgo, infatti, si è sviluppato lungo la fenditura che taglia in due il monte Civita.
Per chi avrà la fortuna di visitare per la prima volta questo bellissimo paesino abruzzese, consiglio vivamente l’escursione per il “Sentiero dei Muli“, un’antica mulattiera che segue il corso del fiume Imele fino alla sua risorgente. Un itinerario che fin dal medioevo è stato “logorato” da carovane di muli, che venivano utilizzati per il trasporto di grano presso i mulini. La “mulattiera” è raggiungibile facilmente partendo dalla Piazza dell’Obelisco e dirigendosi attraverso la caratteristica “via dei Molini“. 
Dal sentiero, si raggiunge anche la parte antica del paese, detta Altolaterra, dove sorsero sia le prime originarie abitazioni di Tagliacozzo che l’antichissima chiesta del Soccorso (1115), edificata da Carlo D’Angiò.
Sorgente Imele TagliacozzoCaratteristica la piazza principale del paese, “Piazza dell’Obelisco”, un tempo chiamata “Piazza da’ Piedi”,  che è il centro della città e ritrovo abituale dei cittadini. Prima della costruzione dell’obelisco, un tempo vi era il “Pilozzo“, sedile di pietra per debitori insolventi esposti alla pubblica gogna. Verso il 1825 fu sostituito da una fontana con l’obelisco in onore di S. Antonio da Padova, protettore della città. La piazza è contornata di eleganti palazzi tra cui “Palazzo Ducale” voluto dagli Orsini e portato a termine nel ‘400.
chiesa di San FrancescoDa visitare la chiesa di S. Francesco (XIII secolo), che si sviluppa attorno ai portici del chiostro affrescato interamente con vicende della vita del Santo di Assisi. All’interno della chiesa è presente la tomba del Beato Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco. Nell‘ultima domenica di agosto, si celebra la festa del patrono Sant’Antonio, divenuto protettore del paese nel 1648 in seguito ai seguenti fatti : si narra che un giorno, si incontrarono nelle vicinanze della chiesa, due signori del luogo e che nessuno dei due volle cedere il passo all’altro. Vennero alle armi e uno dei due soccombette. Vi furono disordini che si propagarono in paese a causa della rivalità tra le famiglie. Coincidenza volle che, mentre a Tagliacozzo accadevano questi fatti , a Napoli (che deteneva la sovranità di Tagliacozzo),dilagava la rivolta di Masaniello, (7 luglio 1647). Fu dato intendere al Vice Re che i fatti di Tagliacozzo si associassero a quelli politici di Napoli e quando l’autorità ebbe ripristinato l’ordine nella capitale, decise di punire col ferro e col fuoco anche la città marsicana. I tagliacozzani inadeguati a preparare una difesa si affidarono all’intercessione di Sant’Antonio.
Esiste tuttora nella Chiesa di San Francesco una statua lignea di Sant’Antonio, di pregevole fattura, nelle cui mani vennero poste le cinque chiavi delle porte del paese e un memoriale in cui i tagliacozzani chiedevano la grazia di essere liberati dalla rappresaglia delle truppe spagnole. La popolazione si riunì in preghiera in chiesa e mentre il sacerdote intonava il “Gloria in excelsis Deo”, cadde dalla mano della statua la supplica nella quale vi si leggeva in calce il rescritto di grazia.
SS Cosmi e DamianoNella parte alta del paese, sorge la chiesa ed il monastero dei SS. Cosma e Damiano, di stile romanicola più antica del paese, che risale all’ VIII secolo. Il Monastero di fianco ,di pari antichità, è sede di monache di clausura ed è possibile acquistarvi dolci, infusi, tisane, liquori, tutti prodotti preparati direttamente da loro.
All’interno del monastero è conservata l’ immagine del S. Volto che nella prima domenica dopo Pasqua (Domenica in Albis), viene portata in festa per il paese.
Nella domenica che segue l’8 settembre viene celebrata la festa in onore dell’antico patrono, San Rocco, e dei compatroni Sant’Emidio e la Beata Vergine Madonna dell’Oriente , santi la cui devozione è legata ai tempi antichi: Sant’Emidio, da tutti venerato come il Santo protettore contro i terremoti, salvò la cittadina di Tagliacozzo dal terremoto del 13 gennaio 1915. San Rocco e la Beata Vergine dell’Oriente hanno protetto Tagliacozzo dalla tremenda epidemia della peste orientale del 1656. 
Via dei molini TagliacozzoI giardini pubblici, offrono panchine, ombra e fresco per rilassarsi e godersi l’aria fresca del posto.
Da provare, la pizza del forno di Maurizio, sia rossa che con le patate, il pane di polenta e quello di grano duro, si trova in Via Guglielmo Marconi.
Per i golosi, da visitare “La Massa”, in Piazza Duca degli Abruzzi, che propone prodotti tipici locali e abruzzesi di produzione propria di paste all’uovo e dolci! Il negozio dispone di un laboratorio proprio adibito alla produzione manuale della pasta fresca con il tagliacozzo sorgente imelerigoroso rispetto di tutti i tempi di lievitazione naturale.
Caffè ed Aperitivo al Bar “Joe e Roberta” in Piazza Duca degli Abruzzi.
Piccola nota: ogni giovedì c’è il mercato del paese.
A 3 km da Tagliacozzo, si trova il Santuario della Madonna dell’Oriente , dove al suo interno viene conservata una tavola raffigurante la Madonna riconducibile ad ambito bizantino.  Per maggiori informazioni riguardo la storia del Santuario cliccate qui.
Per gli amanti dei cavalli, c’è il Centro ippico Valle Verdein via Cappadocia. Il centro è attrezzato sia per gli adulti che per i bambini.

Le mie foto su Tagliacozzo

ed alcune che ho pubblicato su Flickr

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