Ingresso Libero


TU FORSE NON ESSENZIALMENTE TU

Tu
forse non essenzialmente tu
un’altra, ma è meglio fossi tu
Tu
forse non essenzialmente tu
hai scavato dentro me e l’amicizia c’è
Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell’inutilità irreversibile del tempo
mi svegli alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . . Tu
forse non essenzialmente tu
e la notte confidenzialmente blu
cercare l’anima
Tu
forse non essenzialmente tu
un’altra, ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno
lo prendo sempre per venire da te
forse non essenzialmente tu
e la notte confidenzialmente blu
cercare l’anima

AD ESEMPIO A ME PIACE ….IL SUD
Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d’India e le spine dei cardi
Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero nel lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me
Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l’acqua, che in quella terra è più del pane
Camminare con quel contadino
Che forse fa la stessa mia strada
parlare dell’uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi?
Se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me
Ad esempio a me piace per gioco
tirar dei calci a una zolla di terra
passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
cantano giocano e fanno la guerra
Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo è all’imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire
Ma come fare non so
si devo dirlo ma a chi?
se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me
ma come fare non so
si devo dirlo ma a chi?
se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me

A.D. 4000 D.C.
I miei amici carburati a doppio corpo
li ha ripresi il Fondatore dell’estate
un vecchio gioca a carte salta il banco
dopo la sua escalation è tanto stanco
Sugli alberi le scimmie cloroformizzate
raccontano le storie delle fate
un quadro di Guttuso messo all’asta in un mercato
fa il piano quinquennale del peccato
Quest’anno
un inverno disertore
annuncia il fallimento di Sapporo
la strada mandarino e latte caldo
non la conosco dove porterà ?
E’ una ruota che gira
che gira e se ne va
ma ritorna e dopo parte
gira gira e se ne va
Un cielo zabaione sangue e miele
mi fa sentire piccolo e crudele
un nastro registrato a cento piste
ricorda la voce antropomorfica
dell’uomo del duemila
Un topo murato in un music hall
balla il tip-tap sul suo motocross
scriveva un venusiano emigrato
a un anno luce dalla sua città
E’ una ruota che gira
che gira e se ne va
ma ritorna e dopo parte
gira gira e se ne va

A KHATMANDU
Si fumava non ci davano la sola
uno sguardo o soltanto una parola
ci bastava per capire dove il lupo va a guaire
e la notte quei ricordi della sera
fra i fumi degli spini e la barbera
ci facevano pensare dove il lupo va a sbranare
A Khatmandu non c’eri più
ma ho visto i tuoi occhi
sull’asfalto blu
A Khatmandu quando ero giu
fra i fori e la stazione
c’era via Cavour
A Khatmandu non sei più li
quando la tua voce
non arriva più al mi
Ritornavo masticando le altalene
risorgendo dalla croce a kerosene
ma capimmo in un momento quando il lupo tema il vento
A Khatmandu c’è anche il gurù
ci porta in paranoia
predicando a testa in giu
A Khatmandu non dormi più
ti sforzi di scavare
dentro i tuoi tabù

SUPPONIAMO UN AMORE
Supponiamo noi due
un amore nulla più
supponiamo un amore
che non voglio che vuoi tu
solo davanti a un bicchiere
mi aspetteresti la sera
supponendo un amore
che non voglio che vuoi tu ?
Supponiamo un mattino
tu ti alzi e ami me
e che il tempo non passi
che non vivi senza me
tra tanta gente diversa
ritroveresti te stessa
supponendo che sola
tu non vivi senza me ?
Supponiamo è gia tardi
devi andare ma non vuoi
supponiamo che cerchino
il mio viso gli occhi tuoi
arrossiresti nel viso
se mi rubassi un sorriso
supponendo che in fondo
ciò che conta siamo noi ?
Amore, Amore
supponiamo dei giorni a creare i ricordi
Amore, Amore
supponiamo un amore una volta soltanto
un amore che vuoi tu
Supponiamo una stanza
tu mi aspetti gia da un po’
il telefono squilla
dico forse non verrò
sapresti tacere il dolore
e non portarmi rancore
supponendo che soffri
perché amore non ti do ?
Amore, Amore
supponiamo dei giorni a creare i ricordi
Amore, Amore
supponiamo quei giorni a sfogliare ricordi
Amore, Amore
supponiamo un amore una volta soltanto
un amore che vuoi tu

E LA VECCHIA SALTA CON L’ASTA
Solitario nel vecchio castello
consumando la triste vigilia
inedito : annaffia l’antico rampollo
coniato negli anni da antica famiglia
Non valse l’amore di tre cortigiane
per divietar l’emottoico pianto
nè il rosso nettare di tre damigiane
l’erede è partito,il cavallo,il suo manto
Nella foresta di faggi segati
le nuvole acerbe di cieli malati
come gli illusi le assurde chimere
seguendo l’amore partì il cavaliere.
Tremila città tremila villaggi
la sagoma bianca striata dei faggi
scordò la sua terra scordò la sua casta
rimase una vecchia che salta con l’asta.
E salta la vecchia e salta un bambino
nella penombra segata di un pino
e la vecchia si ferma il bimbo riposa
si chiude nei petali come la rosa.
Confida giocando alla vecchia incolore
la sua vecchia storia il suo vecchio amore
la vecchia racconta la favola antica
di quel cavaliere che cerca l’amica.
Nella foresta di faggi segati
le nuvole acerbe di cieli malati
come gli illusi le assurde chimere
seguendo l’amore partì il cavaliere.
Tremila città tremila villaggi
la sagoma bianca striata dei faggi
scordò la sua terra scordò la sua casta
rimase una vecchia che salta con l’asta

AGAPITO MALTENI
Agapito Malteni era un ferroviere
viveva a Manfredonia giù nel Tavoliere
buona educazione di spirito cristiano
ed un locomotore sotto mano
Di buona famiglia giovane e sposato
negli occhi si leggeva : molto complessato
faceva quel mestiere forse per l’amore
di viaggiare sul locomotore
Seppure complessato il cuore gli piangeva
quando la sua gente andarsene vedeva
perché la gente scappa ancora non capiva
Dall’alto della sua locomotiva
La gente che abbandona spesso il suo paesello
lasciando la sua falce in cambio di un martello
ricorda nei suoi occhi nel suo cuore errante
il misero guadagno di un bracciante
Una tarda sera partì da torre a mare
doveva andare a Roma e dopo ritornare
pensò di non partire o pure senza fretta
di lasciare il treno a Barletta
Svelò il suo grande piano all’altro macchinista
buono come lui ma meno utopista
parlò delle città di genti emigrate
a Gorgonzola oppure a Vimercate
E l’altro macchinista capì il suo compagno
felice e soddisfatto del proprio guadagno
e con le parole cercava di calmarlo
fu una mano ad addormentarlo

L’OPERAIO DELLA FIAT (LA 1100)
Hai finito il tuo lavoro
hai tolto trucioli dalla scocca
è il tuo lavoro di catena
che curva a poco a poco la tua schiena
neanche un minuto per ogni auto
la catena è assai veloce
e il lavoro ti ha condotto
a odiare la 128
Ma alla fine settimana
il riposo ci fa bene
noi andremo senza pensieri
dagli amici a Moncalieri
. . . la millecento,la millecento . . .
Hai lasciato la catena
un bicchiere di vino buono
ti ridà tutto il calore
trovi la tua donna e fai l’amore
sei già pronto per partire
spegni tutte le luci di casa
metti il tuo abito migliore e pulito
lasci al gatto la carne per tre giorni
e insieme a una Torino abbandonata
trovi la tua macchina bruciata
. . . la millecento,la millecento,la millecento . . .

I TUOI OCCHI SONO PIENI DI SALE
Amo il sale della terra
amo il sale della vita
amo il sale dell’amore
amo il sale che c’è in te
i tuoi occhi sono pieni di sale
i tuoi occhi sono pieni di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti viene voglia di guardare
Le tue labbra sono piene di sale
le tue labbra sono piene di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di baciare
Il tuo corpo è pieno di sale
il tuo corpo è pieno di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di sognare
La tua mente è piena di sale
la tua mente è piena di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di pensare
rino

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